Comunità Educativa “Orione”

LA COMUNITÀ EDUCATIVA RESIDENZIALE

La Comunità San Maurizio accoglie ragazzi minorenni a partire dai 13/14 anni esclusivamente di sesso maschile con problematiche quali: disagio personale e  relazionale, comportamenti antisociali a carattere deviante, conflittualità intrafamiliare,  problematiche psicopatologiche di varia natura, consumo e/o abuso di alcol e di sostanze psicotrope, disturbo grave della condotta, provvedimenti di custodia cautelare o di messa alla prova all’interno del circuito penale, allontanamento da un ambiente problematico. Non sono considerati idonei per il percorso terapeutico i ragazzi affetti da grave handicap fisico e/o mentale, da franche patologie psichiatriche (psicosi di tipo dissociativo o depressivo, gravi disturbi di personalità, gravi pazienti oligofrenici), a prognosi negativa o con gravi patologie fisiche che necessitano di assistenza sanitaria specialistica e continuativa.
La San Maurizio accetta esclusivamente i ragazzi inviati dai Servizi Pubblici e dai Tribunali per i Minorenni allo scopo di garantire una continuità educativo-terapeutica ed una reale contestualizzazione dell’intervento.La famiglia del ragazzo viene presa in carico dal Servizio di competenza che coordinerà l’intervento con quello della Comunità.
Il modello di intervento della San Maurizio richiede alti livelli di coordinamento, una verifica continua, e la gestione fortemente ancorata alla specificità di ogni situazione.

FASE DI INSERIMENTO

L’ammissione al programma comunitario è attivato da un iter valutativo così articolato:

1) gli operatori che hanno in carico il ragazzo (Servizi Sociali e/o Tribunale dei Minorenni) presentano la sua situazione alla Dott.ssa Lazzarini o alla Dott.ssa Rinieri, Psicologhe di riferimento della San Maurizio, attraverso un primo contatto telefonico e successivamente attraverso una breve relazione sulla situazione del minore  da inviarsi via fax o tramite e-mail;

2) quando la situazione lo rende possibile si effettua un colloquio preliminare  di conoscenza/valutazione tra la Psicologa di riferimento della San Maurizio il Servizio Inviante, il ragazzo e/o la sua famiglia. Qualora in questa prima fase di contatto emergano elementi degni di un approfondimento psicodiagnostico viene attivata anche la consulenza della Neuropsichiatria Infantile che collabora con la nostra struttura. Diversamente, se si ritengono compatibili le problematiche del ragazzo con i nostri interventi terapeutici-educativi, la Psicologa di riferimento offre la disponibilità all’inserimento definendo una data di ingresso e avvia le procedure amministrativo-burocratiche indispensabili per ospitare il ragazzo in struttura.

PERCORSO EDUCATIVO

Il percorso terapeutico-educativo per minori ha una durata media compresa fra i 18 e i 24 mesi, salvo diverse indicazioni dei Tribunali per i Minorenni di appartenenza, ed è caratterizzato da obiettivi graduali che accompagnano il minore verso il raggiungimento della propria autonomia. Il gruppo è composto da un massimo di dieci ragazzi che condividono un progetto di vita comune fatto di ansie, paure, crisi, aspettative, dubbi e incertezze. Inizialmente non è prevista l’interazione del gruppo con il contesto circostante, e l’accento viene posto sulla vita all’interno della San Maurizio quale strumento e luogo principale di lavoro e contenimento, con ritmi e regole ben definite. Successivamente e gradualmente il gruppo dei nostri ragazzi si sperimenta all’esterno della Comunità attraverso spazi ed esperienze di maggiore autonomia.
Compito principale degli ospiti è quello di acquisire una progressiva interiorizzazione delle regole comunitarie e della concezione della Comunità quale luogo di progetto: un luogo che stimolerà una ridefinizione del proprio percorso esistenziale nella prospettiva del futuro. É di fondamentale importanza l’approfondimento ed il consolidamento del rapporto di fiducia sia nei confronti delle figure educative, sia nell’ambito della relazione terapeutica individuale.
Il ragazzo mantiene rapporti epistolari con i propri familiari e con altre figure per lui significative ma è compito della Psicologa di riferimento supervisionarne i contenuti.
Non è previsto per il ragazzo l’utilizzo del telefono o del proprio cellulare. Gli unici contatti telefonici autorizzati sono tra il ragazzo e la propria Assistente Sociale e/o con il proprio Avvocato.
I genitori (per altre figure significative è necessario concordare l’autorizzazione con la Psicologa di riferimento e/o il Servizio inviante) mantengono contatti telefonici una volta alla settimana con la Psicologa e/o l’Educatore di riferimento, nel giorno e all’orario stabilito.

Gli strumenti educativi utilizzati sono:

a.            Ergoterapia: Quotidianamente i ragazzi partecipano e si impegnano in attività occupazionali all’interno della Comunità. I ragazzi sono guidati e seguiti da educatori e operatori professionali i quali aiutano gli stessi ad acquisire e sviluppare competenze e metodologie di lavoro in specifici settori:

  • Serra: produzione di ortaggi e frutta e allevamento per il fabbisogno della Comunità;
  • Coltivazione: produzione agricola nei terreni circostanti la Comunità;
  • Officina meccanica: apprendimento delle tecniche basilari della riparazione meccanica con riparazione e manutenzione degli automezzi della Comunità;
  • Attività di aiuto-cucina: preparazione della sala mensa, riordino e pulizia degli ambienti;
  • Manutenzione e gestione del verde: attività lavorativa esterna svolta in zone limitrofe la Comunità;
  • Manutenzione degli ambienti: che comprende la pulizia, la cura e la gestione della casa attraverso turni programmati e attraverso una precisa assunzione delle responsabilità assegnate, sempre seguita dagli educatori.

b.           Socializzazione: Si realizzano momenti di socializzazione e attività ricreative di vario tipo costantemente seguite dagli educatori quali: attività sportiva, giochi da tavolo, visione di film e programmi televisivi, laboratori di musica e di teatro, e in generale attività ludico-ricreative.

Altre attività sono programmate in base alle esigenze che la Comunità ritiene prioritarie per gli ospiti in quel determinato periodo. In particolare si realizzano uscite mensili di gruppo (accompagnati da un educatore ) al fine di far mantenere ai ragazzi un certo contatto con l’ambiente sociale locale.

c.         Attività di studio: Attività scolastica da privatista garantita per tutti gli utenti che devono conseguire la licenza di scuola media inferiore, in collaborazione con l'Istituto comprensivo di Sogliano al Rubicone (FC). La scuola secondaria superiore viene attivata privatamente all’interno della San Maurizio solo ed esclusivamente se l’equipe terapeutico-educativa individua nel ragazzo risorse e motivazione e solamente con la disponibilità all’impegno economico da parte della famiglia e/o del Servizio Inviante. La stessa disponibilità economica viene richiesta qualora il ragazzo voglia conseguire la patente (CICG, A1) presso la Comunità come privatista dove viene garantita la presenza di un istruttore abilitato all’insegnamento teorico e pratico.

d.         Attività di formazione professionale: Qualora ci siano le risorse, vengono attivati corsi di formazione professionale (informatica, meccanica, saldo-carpenteria ecc.) in collaborazione con l’En.A.I.P. di Forlì-Cesena, ONLUS che rilascia l’attestato di frequenza e/o la qualifica professionale. Tali corsi, realizzati con docenti esperti ed aggiornati, sono finalizzati ad agevolare l’inserimento lavorativo del ragazzo a conclusione del suo percorso in comunità.

e.          Attività sportive: Si svolgono all’interno della San Maurizio, la quale è dotata di una palestra attrezzata, campo da beach-volley e campi da calcio.

f.        Riunione di gruppo con il Responsabile: Si effettua una volta alla settimana con l’obiettivo di affrontare i problemi quotidiani e di rinforzare la coesione e lo spirito di appartenenza.

 PERCORSO PSICOTERAPEUTICO

Il lavoro psicoterapeutico con i nostri giovani ospiti inizia al momento in cui si instaura una relazione di fiducia, una prima alleanza terapeutica che permette al ragazzo di affidarsi alla Psicologa di riferimento. Spesso sono necessari mesi per giungere ad un’alleanza di fiducia in quanto all’inizio il ragazzo si mostra oppositivo, non collaborativo, segnato ed “abituato” a relazioni inadeguate, deludenti, ambivalenti, spesso dolorose e faticose con gli adulti incontrati fino a questo momento. Lo spazio del colloquio, con la sicurezza e il contenimento del setting terapeutico, unito alla lontananza dal proprio ambiente, favorisce nel ragazzo processi di riflessione che aiutano e stimolano l’apertura del ragazzo nei confronti del terapeuta. All’interno del processo terapeutico, il ragazzo viene sostenuto nei momenti di crisi e di difficoltà, viene guidato verso i processi di consapevolezza di sé e di individuazione di sé. Ogni giovane ospite viene accompagnato verso la sperimentazione di modalità di vita diverse che possano offrire alternative per la costruzione di un’identità più positiva. Le tematiche familiari rappresentano uno dei nodi principali su cui il ragazzo è portato a riflettere e a lavorare in quanto le dinamiche disfunzionali, i sintomi, gli agiti dell’adolescente sono estremamente connesse ad un malessere e ad un disagio riscontrabile in tutto il sistema familiare.

Gli strumenti psicoterapeutici utilizzati sono:

a.         Colloquio psicoterapeutico individuale: Colloquio settimanale in cui viene portato avanti il processo di chiarificazione ed il trattamento delle problematiche psicologiche profonde sottostanti al disagio psichico. Il colloquio è condotto dalla Psicologa di riferimento e può essere richiesto dal ragazzo stesso.

b.        Dinamica di gruppo con i giovani ospiti condotta dalla Psicologa: Si svolge una volta alla settimana, nella quale vengono affrontate le dinamiche psicologiche sia dei singoli individui sia delle relazioni tra essi esistenti. Viene stimolato il confronto, il rispecchiamento reciproco, la capacità di ascolto e di empatia, rafforzando il gruppo nel suo insieme.

c.         Incontri ad orientamento sistemico con la famiglia: I genitori e/o altri membri del nucleo familiare d’origine, effettuano le visite direttamente in Comunità con scadenza fissata e definita durante la fase di progettazione dell’intervento. Durante questa visita essi effettuano un colloquio con la Psicologa di riferimento, che aiuterà tutti i membri della famiglia nella comunicazione, nel confronto, nell’elaborazione del disagio familiare che spesso si manifesta solo apparentemente nel sintomo portato avanti dal giovane ospite della Comunità. Terminato il colloquio, la Psicologa lascia che i familiari trascorrano un pò di tempo insieme al ragazzo, inizialmente all’interno della San Maurizio poi, con l’evoluzione del percorso del ragazzo, anche all’esterno.

d.        Interventi psicofarmacologici: Qualora si renda necessario e alla luce delle evoluzioni psicopatologiche del ragazzo, la Neuropsichiatra Infantile provvede a prescrivere per il ragazzo adeguata terapia psicofarmacologica sotto la sua costante supervisione e per il tempo ritenuto necessario.

e.         Somministrazione di materiale testistico: La Psicologa di riferimento e/o la Neuropsichiatria Infantile possono usufruire di materiale testistico per l’approfondimento psicodiagnostico.

f.          Equipe settimanali: L’equipe è formata dal Responsabile dell’Area Minori, dalla Psicologa di riferimento, dagli educatori e dalla Neuropsichiatria Infantile ed ognuno porta la propria esperienza e il proprio vissuto emotivo-relazionale relativo ad ogni giovane ospite con l’obiettivo di integrare e indirizzare ad hoc ogni singolo intervento.

g.        Supervisione mensile all’equipe terapeutico-educativa: Il Supervisore indirizza e supporta l’equipe negli interventi e nelle proprie dinamiche interne. Promuove la coesione del gruppo e previene il born-out.

Sia il percorso educativo sia il percorso psicoterapeutico si integrano insieme attraverso la rappresentazione di un percorso a gradini con obiettivi a breve e a lungo termine ben definiti.

Gli obiettivi sono così cadenzati:

- Al momento dell’inserimento il minore viene preso in carico dall’equipe terapeutico-educativa e gli viene assegnato un tutor  individuato all’interno del gruppo dei pari e gli verranno fornite tutte quelle prime informazioni e regole necessarie per entrare in contatto con il nuovo contesto;

- Per i primi tre mesi l’equipe terapeutico-educativa osserva le modalità comportamentali, affettive e relazionali del ragazzo ed effettua una prima valutazione in particolare per comprendere se la struttura individuale del minore può trarre beneficio dagli strumenti e dagli interventi applicati, diversamente il minore viene indirizzato ad una presa in carico diversa.

- Il percorso procede attraverso azioni a carattere cognitivo-comportamentale che hanno lo scopo di aumentare la tolleranza alla frustrazione, migliorare la stima di sé, contenere gli acting-out, agire modalità relazionali più funzionali, rispettare le regole e l’Autorità, ridefinire il proprio ruolo e confine, maturare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie problematiche, aumentare l’assunzione di responsabilità, migliorare il rispetto di sé e degli altri, sviluppare capacità empatiche e di socializzazione.

- Intorno ai 10 mesi di permanenza, se il ragazzo fino a quel momento ha risposto positivamente alle sollecitazioni e agli interventi, acquisisce spazi maggiori di autonomia e di responsabilità.

- Anche nell’interazione con la famiglia il percorso segue step predefiniti, quali incontri ogni tre mesi circa per un periodo approssimativo di dieci mesi, dove la famiglia incontra il ragazzo solo all’interno della comunità e solo successivamente, se ci sono le condizioni dettate dalla collaborazione della famiglia e dall’andamento del percorso del ragazzo, la famiglia può incontrare il ragazzo con maggiore frequenza (una volta ogni mese e mezzo circa) e possono anche trascorrere qualche ora insieme all’esterno della Comunità.

- Nell’ultima fase del percorso il ragazzo si sperimenta in rientri a casa di qualche giorno a cadenza mensile allo scopo di sperimentarsi e riprendere contatto con il proprio contesto di appartenenza.

Nei mesi di Dicembre ed Agosto sono sospesi i rientri a casa per i giovani ospiti allo scopo di trascorrere il periodo natalizio e le ferie estive tutti insieme con i compagni di comunità. In occasione delle festività natalizie il ragazzo può ricevere la telefonata di auguri dai propri familiari (nel giorno e all’orario concordato con la Psicologa di riferimento).

FINE PROGRAMMA

Nell’ultima fase del percorso aumentano i contatti con l’ambiente esterno, in particolare con il proprio contesto di riferimento. Particolarmente importante in questa fase è l’attivazione di una rete sociale di protezione e di supporto che ri-accolga il ragazzo e che supervisioni il suo reinserimento. La Psicologa di riferimento si impegna a contattare i professionisti in campo in modo da delineare insieme l’attivazione di quelle che possono essere le risorse migliori per il reinserimento lavorativo,sociale e familiare del ragazzo.

Le dimissioni del ragazzo a fine programma dalla San Maurizio avvengono in accordo con il Servizio Inviante.

Ogni rapporto/contatto tra il ragazzo e la San Maurizio successivo alle dimissioni è lasciato alla libera volontà del ragazzo. La Psicologa di riferimento si rende disponibile a colloqui di follow-up con il ragazzo successivi alle dimissioni da concordare insieme.

II° FASE… L’AUTONOMIA NEL GRUPPO APPARTAMENTO

La San Maurizio offre l’opportunità di un reinserimento in semi-autonomia nel nostro territorio finalizzato al reinserimento scolastico, lavorativo e sociale del ragazzo.

Al termine del percorso terapeutico-educativo del ragazzo, l’equipe terapeutico-educativa in accordo con il ragazzo, il Servizio Inviante e la famiglia, predispone l’inserimento del ragazzo nel gruppo appartamento a patto che vi siano le seguenti condizioni:

-            terminato positivamente il percorso terapeutico-educativo;

-            richiesta e motivazione da parte del ragazzo al reinserimento nel nostro territorio;

-            compimento della maggiore età (o prossimo nel raggiungimento);

-            disponibilità economica della famiglia e/o del Servizio Inviante per sostenere la fase di reinserimento;

-            impegno lavorativo e/o scolastico;

-            durata minima dell’inserimento di sei mesi.

In questa fase il ragazzo continua ad essere seguito sia dagli educatori sia dalla Psicologa di riferimento con tempi e modalità finalizzati, facilitanti il processo di individuazione-separazione del ragazzo. 

Il ragazzo, in questa fase, dispone del proprio cellulare, una paghetta settimanale e della possibilità di uscite ricreative pomeridiane e serali.

Qualora il ragazzo non mantenga gli impegni presi e venga a meno al regolamento del proprio gruppo appartamento, può essere “espulso” su decisione irrevocabile dell’equipe-terapeutica-educativa.

  

FIGURE PROFESSIONALI NELLA
COMUNITÀ EDUCATIVA RESIDENZIALE PER MINORI

RESPONSABILE E COORD. RESPONSABILE

EQUIPE TERAPEUTICA
a) Neuropsichiatria Infantile
b) Psicologo / Psicoterapeuta
c) Medico generico
d) Infermiere

STAFF EDUCATIVO
a) Educatori Professionali
b) Educatori di base

ANIMATORI VOLONTARI
a) Insegnante scuola media inferiore
b) Insegnante scuola media superiore
c) Insegnante di musica
d) Insegnante di animazione teatrale

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