Comunità per l’Autonomia “Borgo Maestro”

LA COMUNITÀ PER L'AUTONOMIA

BorgoMaestro accoglie ragazzi esclusivamente di sesso maschile dai 17 ai 21 anni. Eccezionalmente, in relazione al livello di maturità e responsabilità raggiunto, possono essere accolti ragazzi di età inferiore, a partire dai 16 anni. Si rivolge a ragazzi in difficoltà per problemi familiari, di inserimento nel civile e nella società, con un vissuto pre-sofferto di solitudine, di abbandono, di antisocialità e abuso di sostanze psicotrope.

BorgoMaestro è destinato solo ai ragazzi che hanno concluso il percorso educativo nelle nostre Comunità educative residenziali e nella comunità terapeutica (sezione minori), dove si garantisce una continuità educativo-terapeutica ed una reale contestualizzazione dell’intervento.

L’Equipe Educativa-Terapeutica valuta l’inserimento a Borgo Maestro, di un ospite dimesso per fine percorso dalle nostre Comunità Educative o dalla nostra Comunità Terapeutica (sezione minori), qualora le dimissioni dell’ospite siano avvenute in un periodo di 3 mesi massimo, rispettando i requisiti richiesti per l’ammissione.

CRITERI DI AMMISSIONE

L’ammissione alla Comunità per l’autonomia BorgoMaestro sarà concordata e valutata tra gli operatori del Servizio Inviante, l’Equipe Educativa e l’Equipe terapeutica, considerando i seguenti punti:

Terminato positivamente il percorso educativo-terapeutico residenziale;
Dal compimento del sedicesimo anno di età fino al ventunesimo anno di età;
Disponibilità ad Impegno lavorativo e/o scolastico;
Richiesta e motivazione da parte del ragazzo al reinserimento nel nostro territorio;
Autorizzazione e condivisione del progetto di semi-autonomia da parte del servizio inviante dell’ospite, della famiglia, e dell’equipe educativa-terapeutica di riferimento;
Durata minima dell’inserimento 6 mesi;
Risoluzione delle pendenze penali (no misura cautelare); possono accedere al progetto ragazzi che godono del beneficio giuridico della “messa alla prova” mentre sono escluse quelle situazioni che implicano una misura cautelare (ad esempio arresti domiciliari);
Adesione al Regolamento Interno della Comunità per l’autonomia;
Disponibilità da parte della famiglia o dei servizi di riferimento di adempiere all’impegnativa di spesa riguardante le spese extra non previste dalla retta (ricarica telefonica, abbonamento autobus, se minorenne tabacchi …)

METODOLOGIE EDUCATIVE

La metodologia educativa di BorgoMaestro segue il modello familiare della San Maurizio, e si basa su ruoli chiari e confini generazionali ben definiti.
L’esperienza che offre BorgoMaestro è proprio quella della vita in comune in famiglia, perché è attraverso la dimensione famigliare inserita nel contesto sociale che ogni ragazzo si troverà a costruire nuove relazioni, troverà la fiducia nei propri mezzi, sperimenterà un rapporto gratificante con il fare, e cercherà la maturazione socio-affettiva, indirizzandosi verso un’autonomia personale.
Gli educatori per accompagnare il giovane in questa esperienza si avvarranno da un lato del contenimento e del controllo, dall’altro del sostegno, del dialogo, e del rinforzo.
Per i giovani ospiti proseguirà la presa in carico psicoterapeutica che avverrà attraverso un graduale passaggio allo psicologo/a referente per l’equipe educativa-terapeutica di BorgoMaestro. Il passaggio di presa in carico avverrà attraverso una procedura interna tra le equipe terapeutiche delle comunità educative e della “sezione minori” residenziale e la nuova equipe di BorgoMaestro.
Il gruppo è composto da un massimo di dodici ragazzi che condividono un progetto di vita comune fatto di speranza, empowerment ed investimenti ed anche di ansie, paure, crisi, aspettative, dubbi e incertezze che si punta ad affrontare e risolvere.
Gli strumenti educativi utilizzati sono:
a. Inserimento sociale e formativo nel territorio: il ragazzo con l’aiuto dell’educatore si sperimenta nel migliorare le relazioni comuni per la realizzazione del progetto di vita e per un positivo inserimento nel territorio. Sempre con la collaborazione dell’educatore il giovane si insedierà nella vita della comunità locale, da un lato attraverso un percorso di reinserimento scolastico per coloro che intraprendono questo tipo di orientamento, dall'altro verso un percorso di formazione professionale e/o occupazionale per coloro che sono alla ricerca di un lavoro, al tempo stesso verranno valorizzate le proposte di attività culturali, ricreative e sportive ma anche di solidarietà e volontariato che il territorio offre.
b. Socializzazione: Si realizzano momenti di socializzazione e attività ricreative di vario tipo costantemente seguite dagli educatori quali: attività sportiva, giochi da tavolo, visione di film e programmi televisivi, laboratori di musica e di teatro, laboratorio cucina e in generale attività ludico-ricreative. Altre attività sono programmate in base alle esigenze che la Comunità ritiene prioritarie per gli ospiti in quel determinato periodo.
c. Attività di formazione professionale: i ragazzi vengono indirizzati alla frequenza di corsi di formazione professionale e/o di stage formativi sulla base delle loro richieste e inclinazioni realizzati sul nostro territorio (es: Enaip Forlì-Cesena, Centro Zavatta di Rimini, Sportello Garanzia Giovani Savignano sul R., Volontariato)
d. Attività sportive: il ragazzo qualora lo richieda può essere iscritto presso Centri Sportivi attrezzati per varie attività, previa disponibilità da parte economica della famiglia per l’equipaggiamento o le iscrizioni varie.
e. Riunione di gruppo con il Responsabile: Si effettua una volta alla settimana con l’obiettivo di affrontare i problemi quotidiani e di rinforzare la coesione e lo spirito di appartenenza.

PERCORSO PSICOTERAPEUTICO

Il lavoro psicoterapeutico intrapreso nella Comunità Educativa ed in quella Terapeutica, procede anche a BorgoMaestro il ragazzo viene sostenuto nei momenti di crisi e di difficoltà, viene guidato verso i processi di consapevolezza di sé e di individuazione di sé. Ogni giovane ospite viene accompagnato verso la sperimentazione di modalità di vita diverse che possano offrire alternative per la costruzione di un’identità più positiva.

Gli strumenti psicoterapeutici utilizzati sono:

a. Colloquio psicoterapeutico individuale: Colloquio settimanale in cui viene portato avanti il processo di chiarificazione ed il trattamento delle problematiche psicologiche profonde sottostanti al disagio psichico. Il colloquio è condotto dalla Psicologa di riferimento e può essere richiesto dal ragazzo stesso.
b. Dinamica di gruppo con i giovani ospiti condotta dalla Psicologa: Si svolge una volta alla settimana, nella quale vengono affrontate le dinamiche psicologiche sia dei singoli individui sia delle relazioni tra essi esistenti. Viene stimolato il confronto, il rispecchiamento reciproco, la capacità di ascolto e di empatia, rafforzando il gruppo nel suo insieme.
c. Incontri strutturati con la famiglia: I genitori e/o altri membri del nucleo familiare d’origine, effettuano le visite direttamente in Comunità con cadenza fissata e definita durante la fase di progettazione dell’intervento. Durante questa visita essi effettuano un colloquio con la Psicologa di riferimento, che aiuterà tutti i membri della famiglia nella comunicazione, nel confronto, nell’elaborazione del disagio familiare che spesso si manifesta solo apparentemente nel sintomo portato avanti dal giovane ospite della Comunità. Terminato il colloquio i familiari potranno trascorrere del tempo insieme al ragazzo all’esterno della comunità.
Non è prevista terapia familiare in quanto la famiglia rimane in carico al Servizio di appartenenza, ma se il Servizio di Riferimento o il Tribunale dovesse richiedere tale prestazione la ns. Comunità previo accordo scritto ed economico potrebbe metterlo a disposizione.
Durante le uscite con i familiari e nei rientri a casa la famiglia ha la responsabilità di garantire, nei casi di trattamento farmacologico, l’assunzione della terapia farmacologica del minore.
d. Interventi psicofarmacologici: Qualora si renda necessario e alla luce delle evoluzioni psicopatologiche del ragazzo, lo Psichiatra provvede a prescrivere per il ragazzo adeguata terapia psicofarmacologica sotto la sua costante supervisione e per il tempo ritenuto necessario.
Nella fase di reinserimento BorgoMaestro comunicherà al Servizio/NPI di riferimento l’attuale piano di terapia farmacologica che nei giorni di rientro a casa dovrà prescrivere al minore.
e. Equipe settimanali: L’equipe è formata dal Responsabile dell’Area Minori, dalla Psicologa di riferimento, dagli educatori e dallo Psichiatra ed ognuno porta la propria esperienza e il proprio vissuto emotivo-relazionale relativo ad ogni giovane ospite con l’obiettivo di integrare e indirizzare ad hoc ogni singolo intervento.
f. Revisione clinica mensile interna: l’equipe educativa-terapeutico con lo psichiatra analizza e affronta i casi clinici complessi indirizzando gli interventi educativi e terapeutici.
Inoltre supporta l’equipe verso la coesione del gruppo e la prevenzione del burn-out.
g. Supervisione bimestrale esterna: l’equipe educativa terapeutica attraverso il Supervisore è condotta ad una analisi dei casi clinici irrisolti e di burn-out, dei problemi di setting e di organizzazione, alla elaborazione ed interpretazione dei dati epidemiologici interni, all’avvio ed all’accompagnamento di nuove aree di intervento della Comunità, alla identificazione e costruzione di nuove proposte di formazione ed aggiornamento coerenti con lo sviluppo della Comunità.

FINE PROGETTO

Le dimissioni del ragazzo da Borgo Maestro per fine programma avvengono in accordo con il Servizio Inviante a raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Le dimissioni del ragazzo possono avvenire per:

conseguimento degli obiettivi minimi (durata 6 mesi);
conseguimento degli obiettivi intermedi (durata 12 mesi);
conseguimenti dell’autonomia (18 mesi e oltre);

in virtù della coopartecipazione e condivisione al progetto di inclusione sociale da parte del ragazzo stesso, della famiglia, dell’Ente affidatario e dell’Equipe educativo terapeutica, anche il “fine progetto” viene concordato da tutti gli attori coinvolti e delinea il momento di “svincolo” e di autonomia del ragazzo.

 

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